lunedì 16 giugno 2014

Genealogia dei patrioti argentini di origine italiana 1 .............................................................. Manuel Belgrano

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Biografia

Manuel Belgrano nacque a Buenos Aires il 3.6.1770. Studiò nella scuola di San Carlos e dopo si trasferì prima a Valladolid e poi a Salamanca in Spagna per seguire la carriera di avvocato (non vi erano in Argentina università o scuole superiori). Arrivò in Europa in piena Rivoluzione Francese e visse intensamente il clima rivoluzionario dell'epoca prendendo contatto con le idee di Rousseau, Voltaire, Adam Smith e Quesnay inventore della dottrina economica della fisiocrazia.
Si interessò particolarmente in questa ultima dottrina che poneva la terra come fonte di ricchezza, e per il liberalismo economico di Adam Smith che nel 1776 aveva scritto "La ricchezza delle nazioni", nella quale valorava la ricchezza di un paese per il lavoro dei suoi abitanti e nella capacità di trasformare le materie prime in manufatture.
Nel 1794 Belgrano ormai avvocato tornò a Buenos Aires e venne nominato primo segretario del consolato dal re Carlo IV. Il consolato era un organismo coloniale di controllo sulle attività economiche. Da tale posto potè mettere in pratica le sue idee illuministe creando una scuola di disegno tecnico, matematica e nautica.
Non aveva fiducia nella ricchezza facile dei grandi latifondisti che dava lavoro a poca gente e non creava industria. Era un fervente cattolico e si dice che fosse il più cattolico tra tutti i patrioti argentini che parteciparono alla Rivoluzione.
Nel 1801 partecipò alla creazione del primo giornale argentino "Il telegrafo mercantile..." ma questo venne ben presto censurato dal vicerè Del Pino. Durante la prima occupazione inglese di Buenos Aires (1806) fu l'unico funzionario spagnolo (insieme al vicerè Sobremonte) a non giurare fedeltà a "sua graziosa maestà britannica" e dovette per questo partire per l'esilio alla Banda Orientale (Uruguay). Anche se non era un soldato gli venne conferito il titolo di Sargente maggiore del reggimento dei patrizi e combattè anche nella seconda invasione inglese (1807).
Agli inizi del 1810 le massime autorità del Rio della Plata sapevano della caduta della Cortes di Cadice, ma tennero tutto in segreto per paura che scoppiasse una rivoluzione. La notizia venne comunque trasmessa dai contrabandieri inglesi e in breve scoppiò il panico. La caduta della Cortes  significava lo svuotamento dei poteri del vicerè il quale era stato eletto da detta Corte. Belgrano ottenne la convocazione del "Cabildo abierto" il 22 di maggio, ma solo il 25 maggio il vicerè Cisneros si dimise e si creò una Giunta composta da 9 persone tra cui lo stesso Belgrano in qualità di vocale.
Iniziavano quindi le guerre di indipendenza tra colonialisti e autonomisti. La Giunta di Buenos Aires non era riconosciuta da buona parte delle colonie e Belgrano distituitosi dal suo incarico marciò con un esercito verso il Paraguay. La missione terminò con un insucceso e solo dopo due anni si ottenne un importante vittoria diplomatica che le armi non erano riusciti a dare. Il paraguay non riconobbe la giunta di B. A. ma si isolò dalla Corona di Spagna e dalla guerra smettendo di essere un pericolo per i "patrioti".
Belgrano agli inizi del 1812 venne mandato a difendere le rive del Paranà dove il 27.2.1812 issò per la prima volta la bandiera biancoceleste (dai colori della casata dei Borboni) in seguito diventata la bandiera nazionale argentina.
Nominato generale dell'Esercito del Nord andò a Jujuy, ma trovandosi in netta inferiorità numerica ordinò la ritirata verso il Tucuman non solo dei soldati ma anche dei civili di Jujuy. L'operazione conosciuta come "esodo Jujegno" fu effettuata e migliaia di soldati e civili marciarono per oltre 300 km verso sud. Ritiratosi a Tucuman e ancora in netta inferiorità numerica a Belgrano gli venne ordinato di ritirarsi a Cordoba, ma il generale disubedì per la prima volta al direttorio e inflisse una memorabile sconfitta agli spagnoli nella battaglia di Tucuman il 24.9.1812 che fu la battaglia più importante della guerra. Ottenne una importante vittoria a Salta il 20.2.1813 e come ricompensa gli vennero promessi 40.000 pesos oro che il generale decise di donare per la creazione di quattro scuole, a Tarija (Bolivia), Tucuman, Jujuy e Santiago del Estero. Ma questi soldi finirono nella Banca della Provincia di Buenos Aires e per molto tempo se ne perse traccia. Ancora nel 2003 gli abitanti di Tucuman protestavano per gli inizi dei lavori per la scuola donata da Belgrano.
Nel 1814 l'esercito di Belgrano venne sconfitto a Vilcapugio e Ayohuma e ormai stanco e malato di sifilide e paludismo, Belgrano lascia la direzione dell'esercito al generale Josè di San Martin.
Nel settembre del 1814 venne mandato in missione diplomatica in Inghilterra, per ottenere il riconoscimento del nuovo stato argentino, ma la missione fallì.
Durante il Congresso di Tucuman propose di creare una monarchia con la famiglia imperiale degli inca, ma la proposta appoggiata da pochi (tra i quali Guemes) venne bocciata.
 Ebbe una unica figlia Manuela del Corazon de Jesus Mónica Belgrano avuta dalla sua amante María Dolores Helguero y Liendo la quale nacque il 4.5.1819 a Tucuman e che venne riconosciuta dal generale.
 Nel gennaio del 1820 ormai povero e malato venne mandato a pacificare la provincia di Santa Fe, ma nel settembre dello stesso anno rinunciò a qualsiasi incarico. Ormai senza soldi e malato morì nella dimenticanza generale il 20.6.1820. nella sua casa paterna a Buenos Aires.
Seguendo le sue ultime volontà venne sepolto con gli abiti dominicani, di cui era un terziario, nell'atrio del convento di Santo Domenico. La lapide que lo ricorda fu ricavata dal marmo del comodino della sua casa.


Antenati paterni di Manuel Belgrano

Portici di Oneglia attuale quartiere di Imperia




1 Pompeo Belgrano

Nato a Oneglia in Liguria quando questa era un feudo spagnolo (1580-1740ca.) Era un notaio che apparteneva alla aristocrazia locale. Nel 1585 redasse una scrittura tra Carlo Emmanuele I di Savoia e la Repubblica Ligure. Nel 1600 si sposa a Oneglia con Marina Belgrano dalla quale ebbe: Agostino, Maria Virginia e Carlo Mattia.

2 Carlo Mattia Belgrano Belgrano

Nato a Oneglia e morto prima del 1660. Fu capitano della guardia cittadina. Nel 1635 sposa Giovanna del Giudice da cui ebbe: Rogelio, Francesco e Tommaso (sacerdote).

3 Francesco Belgrano Del Giudice

Nato a Oneglia e come suo padre fu capitano. Sposò Anna Bianchi nel 1668 dalla quale ebbe Carlo Felice.

4 Carlo Felice Belgrano Bianchi

Nato a Oneglia nel 1685 si sposò nel 1690 (!?) con Maria Giuseppa Belgrano dalla quale ebbe: Giovanni Battista, Francesco (medico) e Carlo Nicola.

5 Carlo Nicola Belgrano Belgrano

Nato a Oneglia il 15.6.1730 era un commerciante e verso il 1750 si trasferisce a Cadice in Spagna. Si spostò in seguito a Buenos Aires dove intraprese la carriera militare. Venne naturalizzato il 20.11.1769 e venne nominato Alfiere durante la guerra con gli inglesi e capitano nel 1772. Nel 1778 lascia la carriera militare ed entra a lavorare nella dogana e nel 1781 è nominato regidor del cabildo e sindaco, incarico che mantenne anche l'anno dopo.
Venne processato per le sue amicizie con Don Francisco Jimenez de Mesa a causa della bancarotta di quest'ultimo ma venne assolto il 23.3.1793. Non riuscì tuttavia ad assistere alla assoluzione dato che morì a B.A. il 23.3.1793.
Si sposa a Buenos Aires il 4.11.1757 con Maria Josefa Gonzalez Casero nata a Santiago del Estero da Juan Manuel Gonzalez Islas e da Maria Ines caseros Salazar. Dal matrimonio nacquero 14 figli. Curiosamente anche la madre di Manuel Belgrano aveva origini italiane, essendo il suo bisnonno Jose Islas genovese.




 Fratelli di Manuel Belgrano

FLORENCIA (n. 14.5.1776 e sp. con Gregorio de Espinosa e Rocha con succ.), MARIA (sp. con Juan de Argain con succ.), Josefa (sp. il 12.6.1785 con Josè Maria Calderon de la Barca y Vera Aragòn, con succ.), BERNARDO (n. 1765 e morto infante), DOMENICO ESTANISLAO (n. 1768 che fu avvocato e presbitero canonico della cattedrale di B. A. e che partecipò alla causa autonomista), Juana (sp. il 30.7.1790 con Ignacio RamosVillamil e in 2° nozze con Francisco Chas), JOAQUIN (n. 1773 sindaco di B.A. il quale  partecipò alla causa autonomista e sp. il 9.5.1808 con Catalina Melian), FRANCISCO (m. 1771 fu sindaco di B.A. nel 1806 e partecipò nella causa autonomista essendo vocale nel Triumvirato del 1813 e nel 1815 venne eletto sindaco di B.A. sp. Francisca Fernandez de Acevedo con succ.), MIGUEL (n. 1777 fu professore e direttore nella scuola di sc. morali sp. a Madrid Maria de Bazar e in 2° nozze sua nipote Flora Ramos Belgrano), AGUSTIN (morto infante), CARLOS JOSE (n. 1761 fu militare e divenne tenente colonello, occupando il posto di comandante di Lujan nel 1812, sp. sua cugina Maria Josefa Sanchez Gonzalez), JOSE GREGORIO (n. 1762 e secondogenito della famiglia, fu militare e combattè nelle invasioni inglesi di B.A. sp. Cariosa Cabral con succ.), MANUEL (n. 1770 quarto figlio della coppia e protagonista di questo articolo).



Albero genealogico della famiglia Belgrano




Casa paterna di Belgrano, demolita inizi '900

Discendenza di Manuel Belgrano

Ebbe una unica figlia riconosciuta che si chiamava Manuela del Corazon de Jesus Mónica Belgrano(Tucuman 4.5.1819- B.A. 5.2.1866) avuta dalla sua amante María Dolores Helguero y Liendo la quale nacque il 4.5.1819 a Tucuman. Quando Maria scoprì di essere incinta Manuel era stato trasferito dal Tucuman, e Maria venne obligata dalla famiglia a sposare un altro uomo di cognome Ramirez il quale la abbandonò quasi subito. Quando Belgrano tornò a Tucuman fece segretamente cercare Ramirez con la speranza che fosse morto, ma venne rintracciato a Bolivia. Fu per questo che non si potè mai sposare con Maria Dolores.

Manuel Vega Belgrano, marito di Manuela Belgrano




Nel 1820 il generale Belgrano riconobbe sua figlia nel suo testamento:
 "la cuadra de terreno contenida en la donación que me hizo la Municipalidad y consta en los documentos antecedentes, con todo lo en ella edificado por mí, pertenece por derecho de heredad a mi hija doña Manuela Mónica del Corazón de Jesús, nacida en 4 de mayo de 1819 en esta capital y bautizada el 7. Para que conste lo firmo hoy 22 de enero de 1820 en la valerosa Tucumán, rogando a las juntas militares como a las civiles le dispensen toda justa protección"

"il terreno citato nei documenti antecedenti e donatomi dal municipio ... gli appartiente  per diritto di eredità a mia figlia Donna Manuela Monica del Corazon de Jesus, nata il 4 di maggio di 1819 in questa capitale e battezzata il 7. In fede lo firmo oggi 22 gennaio 1820 nella valorosa Tucuman, pregando alle giunte militari come civili  di dargli tutta la giusta protezione"

Manuela Belgrano si trasferì a Buenos Aires con i suoi zii Juana Belgrano in Chaz e il canonico Domenico Stanislao Belgrano. Era una ragazza dotta che sapeva francese e inglese e venne corteggiata anche da Juan Butista Alberdi. Soffri l'esilio a Uruguay a causa della dittatura di Rosas.
Sposa Manuel Vega Belgrano a B. A. nel 1850 dal quale ebbe: Manuel Félix e Carlos Miguel, entrambi senza successione  e Gregoria Flora, la quale si sposerà col cugino Juan Carlos Belgrano-Martínez Albín, dalla quale ebbe discendenza fino ai giorni nostri.


Un altro figlio di Belgrano (non riconosciuto) fu  Pedro Pablo nato il 30.7.1813 da Maria Josefa Ezcurra,cognata del dittarore Manuel Rosas, il quale lo adotterà con il nome di Pedro Rosas y Belgrano. E' stato militare e nel 1851 ad Azul si sposa con Juana Rodríguez dalla quale ebbe 16 figli di cui sopravissero all'infanzia: Pedro, Dolores, Juana Manuela, Braulia, Melitona, María Josefa, Manuel, Juan Manuel, Francisco ed Emiliano. Morì a B.A. nel 1863.


Pedro Rosas y Belgrano
 Documenti degli archivi parrocchiali


Battesimo di Belgrano, cattedrale di B. A. libro 13 (1769-1775):

 "En 4 de junio de 1770, el señor doctor don Juan Baltasar Maciel canónigo magistral de esa santa iglesia Catedral, provisor y vicario general de este obispado, y abogado de las reales audiencias del Perú y Chile, bautizó, puso óleo y crisma a Manuel José Joaquín del Corazón de Jesús, que nació ayer 3 del corriente: es hijo legítimo de don Domingo Belgrano Pérez y de doña Josefa González: fue padrino D. Julián Gregorio de Espinosa".





Matrimonio di Domenico Belgrano e Maria Josefa Gonzalez,cattedrale di B.A. libro(1747-1796)





“A quatro de noviembre de mil setecientos Cincuenta y siete predeciendo informacion juridica y declaracion  provincial con licencia episcopal y nuestra el Don Joseph Gonzalez capellan de esta  hermandad de la Santa  Madre Yglesia a Don Domingo Belgrano natural de la ciudad de Onella en Italia, en el estado de Genova, perteneciente hoy al Rey de Cerdenia, hijo legitimo de Carlos Belgrano y de Maria Perez, con D. Maria Josepha Gonzales natural de esta ciudad de Buenos Aires, hija leg. De Juan Manuel Gonzalez, y de Ynez Casero; se hallaron de testigo, sin otros muchos, D. Joseph Molina secretario de este govierno y capitania general, y capitan de este Real Presidio y D. Gregoria de Balas, de esto doy fe...”

Il documento fa alcuni errori essendo Maria J. Gonzales di Santiago del Estero e non di Buenos Aires, mentre il cognome Perez in realtà è una trasformazione di Peri.





Prossimamente:
Antonio Luis Beruti con antenati a Finale Ligure
Juan Josè Castelli
Manuel Alberti
Juan Domingo Peron e i suoi antenati genovesi



















martedì 8 ottobre 2013

L'archivio parrocchiale di Pieve di Soligo

Nel duomo di Pieve di Soligo (TV) dedicato a S. Maria dell'Assunta, si trova un ottimo archivio dove iniziare le proprie ricerche genealogiche. Non ho visitato l'archivio di persona, ma grazie al lavoro di Raoul Bernardi posso dirvi quali sono i libri parrocchiali ivi conservati. Purtroppo negli anni 1980-1985 sono scomparsi sei registri parrocchiali, prestati a qualche ricercatore e mai restituiti alla parrocchia.



Battesimi:
Libro I      1570-1615
Libro II     1615-1650 (Volume perduto)
Libro III    1650-1691
Libro IV    1692-1732
Libro  V    1733-1772 (4838 atti)
Libro VI    1772-1823 (volume perduto)
Libro VII   1823-1838 (2538 atti)
Libro VIII  1838-1863 (1078 atti)
Libro IX    1863-1887 (2170 atti)
Libro  X    1888-1909
Libro XI    1910-1918
Libro XII   1919-1921
Libro XIII  1922-1927
Libro XIV  1928-1934
Libro XV   1935-1938


Indice dei battesimi: 1570-1800
                                     1801-1901
                                     1902-1994

 
Nati:
Libro I   1816-1826
Libro II  1826-1832
Libro III 1832-1839 (Volume perduto)
Libro IV 1839-1847
Libro V  1847-1856
Libro VI 1856-1868
Libro VII 1869-1871


Indice dei nati:    1843-1851
                              1851-1872


 Matrimoni:
Libro I     1600-1691
Libro II    1692-1760 (1560 atti)
Libro III   1754-1761 (88 atti)
Libro IV   1761-1860 (volume perduto)
Libro V    1861-1916
Libro VI   1919-1925
Libro VII   1926-1939
Libro VIII  1940-1948
Libro IX    1949-1955
Libro X     1956-1962
Libro XI    1962-1973
Libro XII   1974-1990

Matrimoni civili: 1815-1841 (515 atti)
                             1841-1859
                             1860-1876

Indice dei matrimoni civili: 1851-1872

Pubblicazione dei matrimoni: 1909-1917

Indice dei matrimoni: 1600-1960

                                 
Defunti:   1672-1735 (3618 atti)
                1735-1765 (2973 atti)
                1765-1818 (Volume perduto)
                1818-1841
                1841-1852 (Volume perduto)

Indice dei defunti: 1801-1960

Anagrafi in generale: ??

Cresime: 
Libro I      ????-1693
Libro II     1693-1874
Libro III   1879-1904



Articoli di giornale:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/05/25/news/scomparsi-i-registri-parrocchiali-1.5156010
 http://www.lazione.it/component/content/article/6-il-tema-della-settimana/9198-larchivio-di-pieve-di-soligo-in-un-click
 http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/08/12/news/un-libro-sulla-storia-dei-bernardi-1.1095683


Altre risorse onlineutili alla propria genealogia a Pieve:
 https://familysearch.org/search/image/index#uri=https%3A%2F%2Ffamilysearch.org%2Frecords%2Fwaypoint%2FM9QW-Y6B%3An1900242798%3Fcc%3D1947831
http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Treviso/Stato+civile+napoleonico/

Archivi che potrebbero aiutarvi nelle vostre ricerche:
Archivio di Stato di Treviso
Archivio Diocesano di Vittorio Veneto
Archivio Notarile di Treviso
Conservatoria dei Beni Immobiliari di Treviso

Probabilmente molto materiale del periodo austriaco è rimasto in Austria. Infatti non ho trovato traccia nell'Ads di Treviso dei militari e dei coscritti trevigiani del periodo 1815-1870.







giovedì 29 agosto 2013

La genealogia degli italiani illustri 1 Leonardo Da Vinci

Per molto tempo si è voluta collegare la genealogia, con lo studio delle famiglie ricche e nobili, trascurando che la grande maggioranza degli italiani non vanta ne blasoni illustri, ne re o marchesi nelle loro genealogie. Voglio iniziare questo primo capitolo di approfondimenti genealogici con una figura chiave del Rinascimento italiano, Leonardo Da Vinci, un toscano nato nel 1452 che vittima dei pregiudizi dovuti alla sua condizione di illegittimo si è potuto riscattare grazie alle arti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo fin da quando girava da corte a corte a dare i suoi servigi.



Por mucho tiempo se entendiò la genealogia como el estudio de las familias nobles y ricas, transcurando que la gran mayoria de italianos no tiene ni escudos eraldicos, ni reyes o marqueses en sus genealogias.
Quiero empezar este primer capitulo con una figura clave del Renacimiento italiano, Leonardo Da Vinci, un toscano nacido en 1452, que fue victima de prejuicios por su condicion de ilegitimo, y que gracias a las artes se pudo rescatar ofreciendo sus servicios de artista y de ingeniero a muchas cortes.


 L'annotazione del battesimo di Leonardo, scritta da suo nonno Antonio.
Notarile Antecosimiano 16912 - c 105v.  Archivio di Stato di Firenze


 15 aprile 1452: "1452 Nachue un mio nipote figliuolo di ser Piero mio figliuolo, a di 15 d'aprile in sabato a ore 3 di notte (attuali 22.30). Ebbe nome Lionardo, batezollo prete Piero di Bartolomeo da Vincci, in presenza di Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigo di Giovanni Tedesco, monna Lisa di Domenico di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Niccolosa del Barna, monna Maria, figlia di Nanni di Venzo, monna Pippa di Previcone"

 
Nel registro non è indicato il luogo di nascita di Leonardo, che si ritiene comunemente essere la casa che la famiglia di ser Piero possedeva, insieme con un podere, ad Anchiano, dove la madre di Leonardo andrà ad abitare. Il battesimo avvenne nella vicina parrocchiale di Santa Croce, ma sia il padre sia la madre erano assenti, poiché non sposati. Per Piero si stavano preparando ben altre nozze, mentre per Caterina fu cercato, nel 1453, un marito che accettasse di buon grado la sua situazione "compromessa", trovando un contadino di Campo Zeppi, vicino Vinci, tale Piero del Vaccha da Vinci, detto l'Attaccabriga, forse anche mercenario come il fratello Andrea.



L'uomo vitruviano 1490ca.
La Gioconda 1503-1514


venerdì 14 giugno 2013

Guida per le ricerche genealogiche a Castelnuovo di Porto






Lo scorso ottobre ho ricevuto risposta dall'ufficio di certificati storici del comune di Roma in cui mi dicevano che avevano trovato gli atti di morte dei genitori della mia bisnonna Nannina (Anna Franchi nata a Roma, classe 1908) e suo marito Antonio Novelli (nato a Roma, Classe 1901). Con mia grande sorpressa nessuno dei genitori dei miei bisnonni era Romano di Roma. Il padre di Nannina si chiamava Gustavo Franchi ed era nato a Prato nel 1855, mentre la mamma si chiamava Romea Galanetti, ed era nata a Camerino nel 1861 ed era figlia di ignoti, mentre i genitori di Antonio si chiamavano Serafina Septinfelter, di Monte San Giovanni Campano (Classe 1860) e Giansante Novelli, nato a Castelnuovo di Porto nel 1847.

Giansante Novelli e Serafina Septinfelter. Roma 1890 ca.
Giansante e Serafina con i loro due figli Antonio e Maria. Indietro un figlio di un precedente matrimonio di Giansante














Castelnuovo è una piccola città a Nord di Roma, situata a 250 metri sul livello del mare, nell'ottocento
contava appena 1200 abitanti.Oggi non ne conta più di 8000 e questo ha permesso la conservazione del tessuto urbano tale e quale come appariva nell'800.



Castelnuovo nel catasto del 1835 e in un immagine da googlemaps




Caso vuole che proprio in quei giorni di ottobre Familysearch mettesse online l'archivio dello Stato Civile di questa città, in cui ho potuto trovare con facilità alcuni parenti:

https://familysearch.org/search/image/index#uri=https%3A%2F%2Ffamilysearch.org%2Frecords%2Fwaypoint%2FM93B-KVP%3An882251092%3Fcc%3D2043838

Lo Stato civile online si sudive in:
Nati 1872-1910 con indice decennale 1892-1901
Matrimoni e pubblicazioni 1871-1909 con indice decennale 1892-1901
Morti 1871-1909 eccetto 1876,1908 con indice decennale 1892-1901

Questi atti che coprono il periodo 1871-1909 e sono stati microfilmati grazie alle seconde copie dello Stato Civile versate al Tribunale di Roma (oggi perdute a causa di un incendio, mentre rimangono consultabili quelle depositate nello Stato Civile al comune di Castelnuovo).

Altra risorsa è lo Stato Civile Napoleonico consultabile all'Archivio di Stato di Roma, oppure in uno dei centri di Familysearch.

 https://familysearch.org/search/catalog/1005526?availability=Family%20History%20Library

Nati 1810,1811,1813
Matrimoni e pubblicazioni 1810,1811,1813
Morti 1810,1811

Altra fonte importante è il Catasto Gregoriano, pubblicato nel 1835 quando era papa Gregorio XVI in cui una mappa catastale con il relativo brogliato, la descrizione delle singole parcelle, fornisce un resoconto dei proprietari con le relative paternità e descrizione degli immobili e coltivazioni. Castelnuovo è consultabile nella pagina dell'archivio di Stato di Roma, cercando nel progetto Imago, sotto la voce Comarca (di Roma).

http://www.cflr.beniculturali.it/Gregoriano/mappe.php

Il sito permette solo la visione in linea della mappa catastale e del brogliato, ma potete scaricarlo qui:

 http://www71.zippyshare.com/v/17344139/file.html

 Una volta che consultai questi documenti online, ho cercato di contattare altre persone che come me stavano cercando i loro antenati di Castelnuovo, e mi sono imbattuto nel gruppo di facebook

https://www.facebook.com/pages/La-genealogia-della-gente-che-vive-in-Castelnuovo-di-Porto-Italia/140574136118?fref=ts

e in particolare con il suo fondatore Rich F. che mi ha spinto a visitare Castelnuovo e fare una visita a Don Paola Perla, che gestisce l'archivio della chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta. Questo viaggio è stato possibile grazie alle informazioni che mi ha passato Rich, e al supporto della mia ragazza Maria che mi ha accompagnato nei tre viaggi che ne sono seguiti.

I posti da visitare a Castelnuovo non sono molti. Sulla piazza principale si affacciano il comune, la chiesa parrocchiale, il municipio e la Rocca Colonna, il castello che da il nome alla città. Il monumento dei caduti si trova su Via Roma, la via principale della città, dove si trova anche il cimitero municipale. Si trovava a Castelnuovo inoltre l'antico Ospedale, dove antichi abitanti e forestieri si recavano per curarsi o morire.
La cosa che più mi è piaciuta è stata perdermi nei vicoli che si trovano su Via Camerina, e che si affacciano sulla vallata piena di verde e pecore. La città sembra fermata dal tempo, ancora si vedono i primi numeri civici dei primi del novecento, e la mancanza di traffico così come di persone sembra portare la mente a una epoca che non esiste più.


Via Camerina, dove viveva Costantino Novelli, padre di Giansante



Rocca Colonna presso Piazza Vittorio Veneto

La piazza dietro la rocca. A destra Desy



L'archivio parrocchiale della Collegiata di Santa Maria Assunta conserva sii registri della chiesa, sia dell'antico ospedale. Esso si trova affianco alla chiesa, e ha una sala studio al primo piano dove si possono consultare con tutta comodità i vari registri. A gestire l'archivio vi è Don Paolo Perla, che nel corso degli anni non solo ne ha permesso l'accesso a ricercatori e curiosi, ma lo ha anche valorizzato attraverso il restauro di alcuni volumi e la messa sotto chiave di quelli più danneggiati.

L'archivio è così strutturato:
(non sono citati i volumi più moderni)


Battesimi:

Vol 1 1565-1682
Vol 2 1682-1718
Vol 3 1718-1751
Vol 4 1751-1789
Vol 5 1789-1816
Vol 6 1816-1841
Vol 7 1842-1865
Vol 8 1865-1868
Vol 9 1868-1902
Vol 10 1903-1937

Matrimoni:

Vol 1 1565-1692
Vol 2 1692-1745
Vol 3 1745-1816
Vol 4 1816-1867
Vol 5 1868-1929

Defunti:

Vol 1    1535-1645
Vol 2    1679-1704
Vol 3    1726-1743
Vol 4    1743-1767
Vol 5.1 1767-1789
Vol 5.2 1790-1804
Vol 6    1804-1818
Vol 7    1818-1834
Vol 8    1835-1848
Vol 9    1849-1867
Vol 10  1868-1916



Defunti nell'antico ospedale di Castelnuovo:

Vol 1 1704-1726
Vol 2 1770-1887


Cresimati:

Vol 1 1584-1839
Vol 2 1839-1867


Supplementi Matrimoniali

Vol 1 1908-1916

Quasi tutti i registri hanno un indice alfabetico per nome alla fine del volume. Purtroppo la lingua è sempre quella latina anche per i registri del '900, e purtroppo accompagnata da una grafia molto difficile da leggere.


Sala Studio al I piano


Per continuare le ricerca si può visitare il cimitero comunale a Via Roma. Purtroppo l'archivio cimiteriale si è conservato solo a partire dal 1945.

Da non dimenticare inoltre i soldati di Castelnuovo caduti durante la Grande Guerra.
Qui di seguito posto l'elenco ottenuto dal monumento dei caduti, inoltre allego il link dell'Albo d'Oro dei caduti. Per cercare un nome dovete cliccare sul nome che più si avvicina alfabeticamente a quello che state cercando. Vi si aprirà una pagina in cui troverete quello che state cercando. La maggior parte dei caduti della IGM sono ragazzi diciottenni nel corpo della fanteria, morti nell'Isonzo nel 1916.
 Posto inoltre la pagina del ministero dei caduti in guerra, dove troverete notizia anche dei caduti italiani nella Seconda Guerra Mondiale. Prossimamente pubblicherò un supplemento in cui parlerò dei caduti di Castelnuovo durante le guerre.

http://www.cadutigrandeguerra.it/WebForm1.aspx
 http://www.difesa.it/Ministro/Commissariato_Generale_per_le_Onoranze_ai_Caduti_in_Guerra/Pagine/Ricerca_sepolture.aspx


Monumento ai caduti

Caduti nelle due guerre mondiali


Importantissimo per chi intende fare una ricerca patrimoniale, sono gli atti notarili, attualmente depositati all'Archivio di Stato di Roma.Quelli relativi a Castelnuovo non sono consultabili online, ma si possono visionare nella sede dell'Ads di Roma a Via Galla Placidia 93. Ovviamente tenete presente che se la persona che cercate compare come proprietario nel Catasto Gregoriano del 1835, allora deve aver prodotto documenti notarili, sia di compra-vendita sia testamentaria.  Gli atti depositati coprono un periodo dal 1402 al 1872. Gli atti notarili di Roma sono consultabili su:

http://www.cflr.beniculturali.it/Notai/notai.php?lar=1280&alt=800

Ovviamente esistono anche dei documenti di successione successivi all'unità d'Italia (1871) e si trovano nell'archivio del catasto di Roma, a via Antonio Ciamarra 139. Questi documenti vi serviranno per ricostruire lo stato patrimoniale della vostra famiglia. Vi stupirete quando scoprirete che una volta si includevano nei testamenti letti, coperte e pentole...

Questa guida non sarebbe completa infine se non menzionassi il sito creato da Rich F. sugli antichi abitanti di Castelnuovo. Il sito elenca brevemente le date di nascita, matrimonio e morte,e cita inoltre la famiglia e il luogo di sepoltura di circa 5.000 persone. Una autentica miniera di informazioni in continua espansione.

https://dl.dropboxusercontent.com/u/59595226/Falzini%20Family%20Website/index.html
https://dl.dropboxusercontent.com/u/59595226/Falzini%20Family%20Website/names1.html
https://dl.dropboxusercontent.com/u/59595226/Falzini%20Family%20Website/surnames.html





Ringrazio chi ha permesso questa ricerca, la dott.ssa Ercoli dell'Ufficio di certificati storici del Comune di Roma, Rich Falzini che mi ha spinto a visitare Castelnuovo, Don Paolo Perla che ha aperto la porta dell'archivio a due perfetti sconosciuti, e a Maria che mi ha accompagnato tutto il tempo in questa avventura.



http://www.lcnet.it/reticiviche/castelnuovo/collegiata.html

giovedì 9 maggio 2013

Poesìas del abuelo Tito

Encontrè dos poesìas de mi abuelo Tito (Ernesto Luis Fullone) que habìan quedado en un viejo album de fotos de los años 40. Se refieren la primera a cuando estaba de novio con mi abuela Lela, cerca de 1947-1950, mientras la segunda cuando a los 12 años estudiaba en la escuela N°1 de San Martin.
Mi abuelo naciò en Villa Urquiza, Capital Federal el primer dìa de la primavera de 1920, y tuvo una infancia muy dificil,ya que el papà Ernesto C. se habia enfermado y èl tuvo que ayudar economicamente la familia. Empezò a trabajar desde muy chico, y apenas llegò a terminar la primaria. No obstante hizo una larga carrera en el ferrocarril que lo llevò a estar a cargo del servicio de trenes de la provincia de Buenos Aires. Siempre leìa el diario, y no perdìa ocasion para leer las noticias de Estudiantes, equipo del que fue incha desde que hizo el servicio militar en La Plata en 1941-1942.

Ho trovato due poesia di mio nonno Tito (Ernesto Luis Fullone) che erano rimaste dimenticate dentro un vecchio album di foto degli anni '40. La prima è stata scritta quando il nonno era fidanzato con la nonna, mentre la seconda quando aveva 12 anni e studiava alla scuola N°1 di San Martin, provincia di Buenos Aires. Tito nacque a Buenos Aires il 21/09/1920, il giorno della primavera in Argentina, ed ebbe una infanzia segnata dalla malattia del padre che faceva il farmacista. Per aiutare la famiglia, Tito dovette lasciare gli studi non appena finito le elementari, ciononostante, riuscì a compiere una lunga carriera nelle ferrovie, che culminerà negli anni '60 quando divenne responsabile del servizio del personale ferroviario della provincia di Buenos Aires. Era un tifoso accanito di Estudiantes de la Plata, fin dalla sua coscrizione, appunto a la Plata, tra il 1942 al 1943. Amava inoltre leggere il giornale e guardare la televisione.





Cariñosamente                               
Sueños

 Nuestros sueños recurren del mundo mil senderos.
En deseo constante y eterno de viajar
 la mente liberatoria les marca el derrotero, 
la fuerza del espìritu santifica su eredo
y el corazòn amante los impulsa hasta llegar
_       _        _

 Llevamos en los sueños mensajes de esperanza,
el màs puro anhelo de dicha terrenol,
las horas venideras diràn si se la alcanza,
ansiosas de un presente o tristes de un final.
_           _           _

 Mirando asì la vida iguales en fortuna
estamos con aquellos que viven realidad,
rivales ilusorios de diferente cura
cuando tratemos de nuestra vida comparar,
obridando que en todo rige la verdad,
libre ha de alzarse de un templo la piedad,
ilusiòn sublime que nos brindas bienestar.


                                                                                       Ernesto Luis Fullone





Dìas pasados la señorita dio una composiciòn "tema mi amigo predilecto" yo hice esta, que aunque tenga errores me van a disculpar pues es una de las primeras que escribo, esta hecha en verso. 

1
A todos los quiero igual
pero siempre se destaca uno.
Un compañero casual
lo conocì riendo, bueno como ninguno 

 2
 Riendo por un chiste gracioso
que otro niño le contò
nos quisimos desde ese dia
y el destino, para siempre nos uniò

3
Trabajoso, entusiasta y alegre.
De sentimientos puros y nobles
tiene muy buenas ideas
y cuando promete cumple, es derecho como roble.

4
La amistad puede mucho,
dijo un viejo maestro veneciano
y la historia nos marcò
aquel laborioso anciano.

5
Asì la historia empezò
un lindo muchacho italiano
vivìa sobresaltado,
pues tenìa enemigos muy cercanos
y se aterrorizaba pensando
que su cuerpo caerìa  en tan feroces manos.

6
en la banda habia uno 
que lo vio desde niño.
El conociò a su madre
salvò a su querido padre
sentìa por el mucho cariño.

7
Desde ese dia se hizo amigo
del muchacho amenazado
y le habia interrogado
de su vida y su pasado.

8
Le conto la historia que el sabìa
y lo protejio de sus antiguos compañeros.
Fue amigo de su padre que queria
que antes fue muy fiel y sincero.

9
Asì conto aquel maestro
que la amistad que tubo
con aquel hombre primero
paso a la del niño despues
y fue su fiel compañero

10
Tambien ella lo regenerò
y de esa banda despues paso
a la vida de placer
cumpliendo con el deber
de la amistad y el amor.

11
Por eso una amistad
debe tenerse en la vida
y ahora que se acerca la partida
de nueva etapa a empezar.

12
Debemos de caminar
y una senda gloriosa
entusiasta y laboriosa
llena de honor y lealtad.

13
Y ruego que el señor 
nos guie por un camino
de bienestar y de amor
y que no venga el dolor
a turbar nuestro destino.


                                              San Martin Diciembre 2  1933
                                                             E. Fullone








El abuelo Tito en casa del Tio Ernesto, San Martin 2009