lunedì 29 settembre 2014

¿Quiénes somos los neuróticos?



* Somos aquellos que encontramos dificultades en lugar de soluciones.
* Aquellos que postergamos actitudes y actos.
* Aquellos que distorsionamos la realidad en función de nuestro provecho.
* Los que manejamos a las personas, los que imponemos razones, los que dejamos de controlar impulsos.
* Los desaliñados y puntillosos, los que no nos conectamos con nuestra amplia vida de los afectos.
* Los que confundimos nuestros pensamientos con nuestras emociones.
* Los que reprimimos nuestro disfrute de las cosas simples de la vida.
* Los que no toleramos las diferencias, los que nos mostramos fuertes y perfectos, los que damos y recibimos con límites.
* Los que no defendemos nuestras posturas y nos sometemos a arbitrariedades.
* Los que luchamos en vano por superar conflictos, los que repetimos situaciones desagradables y, luego nos juzgamos y culpamos por ello.
* Los que hacemos brillantes análisis buscando el aplauso.
* Los que no aceptamos ser queridos, los que sospechamos, los que nos sentimos víctimas de las situaciones.
* Los que tenemos segundas intenciones, los que tomamos en lugar de dar.
* Los que sentimos miedos exagerados ante los otros, los que creemos ser centro del mundo.
* Los que creemos en la idea del falso triunfo, los pesimistas.
* Los que exhibimos exhibiciones, los angustiados, los que escenificamos la vida en lugar de vivirla.
* Los que rendimos tributo a la grandeza de los otros, los que no estamos siendo ante cada acto.
* Los que nos auto-acuartelamos en nuestro yo.
* Los que confundimos límites de lo tuyo y lo mío, los que no respetamos ni lo tuyo ni lo mío.
* Los que buscamos excusas, los que estamos convencidos que los neuróticos son los otros.
Encontremos los caminos necesarios para descubrirnos y aceptar tanto nuestra vida neurótica como la posibilidad de ser felices con lo que tenemos que es valioso e importante.



Ricardo Fullone
Managua

Encontrè esta poesìa en un diariò online "http://www.enplenitud.com" junto a otros articulos que hablan de ayudar a las personas con ACV, ayudar los ancianos ... Creo que el autor sea mi papà Ricardo Luis Fullone (1955-2008) quien viviò en las comunidades franciscanas del Nicaragua entre 1983 y 1985 y quien tenìa una gran pasion para la poesìa y para ayudar al proximo.

http://cbtisozver.wordpress.com/2009/05/13/%C2%BFquienes-somos-los-neuroticos/
http://www.enplenitud.com/como-ayudar-con-terapia-ocupacional-a-quien-tuvo-un-acv.html
http://www.enplenitud.com/la-internacion-en-geriatricos.html
http://www.enplenitud.com/elegir-un-geriatrico-una-tarea-complicada.html





       



Dibujo de Ricardo realizado para su despedida del convento franciscano de Managua. 1985

lunedì 16 giugno 2014

Genealogia dei patrioti argentini di origine italiana 1 .............................................................. Manuel Belgrano

 .


 


Biografia

Manuel Belgrano nacque a Buenos Aires il 3.6.1770. Studiò nella scuola di San Carlos e dopo si trasferì prima a Valladolid e poi a Salamanca in Spagna per seguire la carriera di avvocato (non vi erano in Argentina università o scuole superiori). Arrivò in Europa in piena Rivoluzione Francese e visse intensamente il clima rivoluzionario dell'epoca prendendo contatto con le idee di Rousseau, Voltaire, Adam Smith e Quesnay inventore della dottrina economica della fisiocrazia.
Si interessò particolarmente in questa ultima dottrina che poneva la terra come fonte di ricchezza, e per il liberalismo economico di Adam Smith che nel 1776 aveva scritto "La ricchezza delle nazioni", nella quale valorava la ricchezza di un paese per il lavoro dei suoi abitanti e nella capacità di trasformare le materie prime in manufatture.
Nel 1794 Belgrano ormai avvocato tornò a Buenos Aires e venne nominato primo segretario del consolato dal re Carlo IV. Il consolato era un organismo coloniale di controllo sulle attività economiche. Da tale posto potè mettere in pratica le sue idee illuministe creando una scuola di disegno tecnico, matematica e nautica.
Non aveva fiducia nella ricchezza facile dei grandi latifondisti che dava lavoro a poca gente e non creava industria. Era un fervente cattolico e si dice che fosse il più cattolico tra tutti i patrioti argentini che parteciparono alla Rivoluzione.
Nel 1801 partecipò alla creazione del primo giornale argentino "Il telegrafo mercantile..." ma questo venne ben presto censurato dal vicerè Del Pino. Durante la prima occupazione inglese di Buenos Aires (1806) fu l'unico funzionario spagnolo (insieme al vicerè Sobremonte) a non giurare fedeltà a "sua graziosa maestà britannica" e dovette per questo partire per l'esilio alla Banda Orientale (Uruguay). Anche se non era un soldato gli venne conferito il titolo di Sargente maggiore del reggimento dei patrizi e combattè anche nella seconda invasione inglese (1807).
Agli inizi del 1810 le massime autorità del Rio della Plata sapevano della caduta della Cortes di Cadice, ma tennero tutto in segreto per paura che scoppiasse una rivoluzione. La notizia venne comunque trasmessa dai contrabandieri inglesi e in breve scoppiò il panico. La caduta della Cortes  significava lo svuotamento dei poteri del vicerè il quale era stato eletto da detta Corte. Belgrano ottenne la convocazione del "Cabildo abierto" il 22 di maggio, ma solo il 25 maggio il vicerè Cisneros si dimise e si creò una Giunta composta da 9 persone tra cui lo stesso Belgrano in qualità di vocale.
Iniziavano quindi le guerre di indipendenza tra colonialisti e autonomisti. La Giunta di Buenos Aires non era riconosciuta da buona parte delle colonie e Belgrano distituitosi dal suo incarico marciò con un esercito verso il Paraguay. La missione terminò con un insucceso e solo dopo due anni si ottenne un importante vittoria diplomatica che le armi non erano riusciti a dare. Il paraguay non riconobbe la giunta di B. A. ma si isolò dalla Corona di Spagna e dalla guerra smettendo di essere un pericolo per i "patrioti".
Belgrano agli inizi del 1812 venne mandato a difendere le rive del Paranà dove il 27.2.1812 issò per la prima volta la bandiera biancoceleste (dai colori della casata dei Borboni) in seguito diventata la bandiera nazionale argentina.
Nominato generale dell'Esercito del Nord andò a Jujuy, ma trovandosi in netta inferiorità numerica ordinò la ritirata verso il Tucuman non solo dei soldati ma anche dei civili di Jujuy. L'operazione conosciuta come "esodo Jujegno" fu effettuata e migliaia di soldati e civili marciarono per oltre 300 km verso sud. Ritiratosi a Tucuman e ancora in netta inferiorità numerica a Belgrano gli venne ordinato di ritirarsi a Cordoba, ma il generale disubedì per la prima volta al direttorio e inflisse una memorabile sconfitta agli spagnoli nella battaglia di Tucuman il 24.9.1812 che fu la battaglia più importante della guerra. Ottenne una importante vittoria a Salta il 20.2.1813 e come ricompensa gli vennero promessi 40.000 pesos oro che il generale decise di donare per la creazione di quattro scuole, a Tarija (Bolivia), Tucuman, Jujuy e Santiago del Estero. Ma questi soldi finirono nella Banca della Provincia di Buenos Aires e per molto tempo se ne perse traccia. Ancora nel 2003 gli abitanti di Tucuman protestavano per gli inizi dei lavori per la scuola donata da Belgrano.
Nel 1814 l'esercito di Belgrano venne sconfitto a Vilcapugio e Ayohuma e ormai stanco e malato di sifilide e paludismo, Belgrano lascia la direzione dell'esercito al generale Josè di San Martin.
Nel settembre del 1814 venne mandato in missione diplomatica in Inghilterra, per ottenere il riconoscimento del nuovo stato argentino, ma la missione fallì.
Durante il Congresso di Tucuman propose di creare una monarchia con la famiglia imperiale degli inca, ma la proposta appoggiata da pochi (tra i quali Guemes) venne bocciata.
 Ebbe una unica figlia Manuela del Corazon de Jesus Mónica Belgrano avuta dalla sua amante María Dolores Helguero y Liendo la quale nacque il 4.5.1819 a Tucuman e che venne riconosciuta dal generale.
 Nel gennaio del 1820 ormai povero e malato venne mandato a pacificare la provincia di Santa Fe, ma nel settembre dello stesso anno rinunciò a qualsiasi incarico. Ormai senza soldi e malato morì nella dimenticanza generale il 20.6.1820. nella sua casa paterna a Buenos Aires.
Seguendo le sue ultime volontà venne sepolto con gli abiti dominicani, di cui era un terziario, nell'atrio del convento di Santo Domenico. La lapide que lo ricorda fu ricavata dal marmo del comodino della sua casa.


Antenati paterni di Manuel Belgrano

Portici di Oneglia attuale quartiere di Imperia




1 Pompeo Belgrano

Nato a Oneglia in Liguria quando questa era un feudo spagnolo (1580-1740ca.) Era un notaio che apparteneva alla aristocrazia locale. Nel 1585 redasse una scrittura tra Carlo Emmanuele I di Savoia e la Repubblica Ligure. Nel 1600 si sposa a Oneglia con Marina Belgrano dalla quale ebbe: Agostino, Maria Virginia e Carlo Mattia.

2 Carlo Mattia Belgrano Belgrano

Nato a Oneglia e morto prima del 1660. Fu capitano della guardia cittadina. Nel 1635 sposa Giovanna del Giudice da cui ebbe: Rogelio, Francesco e Tommaso (sacerdote).

3 Francesco Belgrano Del Giudice

Nato a Oneglia e come suo padre fu capitano. Sposò Anna Bianchi nel 1668 dalla quale ebbe Carlo Felice.

4 Carlo Felice Belgrano Bianchi

Nato a Oneglia nel 1685 si sposò nel 1690 (!?) con Maria Giuseppa Belgrano dalla quale ebbe: Giovanni Battista, Francesco (medico) e Carlo Nicola.

5 Carlo Nicola Belgrano Belgrano

Nato a Oneglia il 15.6.1730 era un commerciante e verso il 1750 si trasferisce a Cadice in Spagna. Si spostò in seguito a Buenos Aires dove intraprese la carriera militare. Venne naturalizzato il 20.11.1769 e venne nominato Alfiere durante la guerra con gli inglesi e capitano nel 1772. Nel 1778 lascia la carriera militare ed entra a lavorare nella dogana e nel 1781 è nominato regidor del cabildo e sindaco, incarico che mantenne anche l'anno dopo.
Venne processato per le sue amicizie con Don Francisco Jimenez de Mesa a causa della bancarotta di quest'ultimo ma venne assolto il 23.3.1793. Non riuscì tuttavia ad assistere alla assoluzione dato che morì a B.A. il 23.3.1793.
Si sposa a Buenos Aires il 4.11.1757 con Maria Josefa Gonzalez Casero nata a Santiago del Estero da Juan Manuel Gonzalez Islas e da Maria Ines caseros Salazar. Dal matrimonio nacquero 14 figli. Curiosamente anche la madre di Manuel Belgrano aveva origini italiane, essendo il suo bisnonno Jose Islas genovese.




 Fratelli di Manuel Belgrano

FLORENCIA (n. 14.5.1776 e sp. con Gregorio de Espinosa e Rocha con succ.), MARIA (sp. con Juan de Argain con succ.), Josefa (sp. il 12.6.1785 con Josè Maria Calderon de la Barca y Vera Aragòn, con succ.), BERNARDO (n. 1765 e morto infante), DOMENICO ESTANISLAO (n. 1768 che fu avvocato e presbitero canonico della cattedrale di B. A. e che partecipò alla causa autonomista), Juana (sp. il 30.7.1790 con Ignacio RamosVillamil e in 2° nozze con Francisco Chas), JOAQUIN (n. 1773 sindaco di B.A. il quale  partecipò alla causa autonomista e sp. il 9.5.1808 con Catalina Melian), FRANCISCO (m. 1771 fu sindaco di B.A. nel 1806 e partecipò nella causa autonomista essendo vocale nel Triumvirato del 1813 e nel 1815 venne eletto sindaco di B.A. sp. Francisca Fernandez de Acevedo con succ.), MIGUEL (n. 1777 fu professore e direttore nella scuola di sc. morali sp. a Madrid Maria de Bazar e in 2° nozze sua nipote Flora Ramos Belgrano), AGUSTIN (morto infante), CARLOS JOSE (n. 1761 fu militare e divenne tenente colonello, occupando il posto di comandante di Lujan nel 1812, sp. sua cugina Maria Josefa Sanchez Gonzalez), JOSE GREGORIO (n. 1762 e secondogenito della famiglia, fu militare e combattè nelle invasioni inglesi di B.A. sp. Cariosa Cabral con succ.), MANUEL (n. 1770 quarto figlio della coppia e protagonista di questo articolo).



Albero genealogico della famiglia Belgrano




Casa paterna di Belgrano, demolita inizi '900

Discendenza di Manuel Belgrano

Ebbe una unica figlia riconosciuta che si chiamava Manuela del Corazon de Jesus Mónica Belgrano(Tucuman 4.5.1819- B.A. 5.2.1866) avuta dalla sua amante María Dolores Helguero y Liendo la quale nacque il 4.5.1819 a Tucuman. Quando Maria scoprì di essere incinta Manuel era stato trasferito dal Tucuman, e Maria venne obligata dalla famiglia a sposare un altro uomo di cognome Ramirez il quale la abbandonò quasi subito. Quando Belgrano tornò a Tucuman fece segretamente cercare Ramirez con la speranza che fosse morto, ma venne rintracciato a Bolivia. Fu per questo che non si potè mai sposare con Maria Dolores.

Manuel Vega Belgrano, marito di Manuela Belgrano




Nel 1820 il generale Belgrano riconobbe sua figlia nel suo testamento:
 "la cuadra de terreno contenida en la donación que me hizo la Municipalidad y consta en los documentos antecedentes, con todo lo en ella edificado por mí, pertenece por derecho de heredad a mi hija doña Manuela Mónica del Corazón de Jesús, nacida en 4 de mayo de 1819 en esta capital y bautizada el 7. Para que conste lo firmo hoy 22 de enero de 1820 en la valerosa Tucumán, rogando a las juntas militares como a las civiles le dispensen toda justa protección"

"il terreno citato nei documenti antecedenti e donatomi dal municipio ... gli appartiente  per diritto di eredità a mia figlia Donna Manuela Monica del Corazon de Jesus, nata il 4 di maggio di 1819 in questa capitale e battezzata il 7. In fede lo firmo oggi 22 gennaio 1820 nella valorosa Tucuman, pregando alle giunte militari come civili  di dargli tutta la giusta protezione"

Manuela Belgrano si trasferì a Buenos Aires con i suoi zii Juana Belgrano in Chaz e il canonico Domenico Stanislao Belgrano. Era una ragazza dotta che sapeva francese e inglese e venne corteggiata anche da Juan Butista Alberdi. Soffri l'esilio a Uruguay a causa della dittatura di Rosas.
Sposa Manuel Vega Belgrano a B. A. nel 1850 dal quale ebbe: Manuel Félix e Carlos Miguel, entrambi senza successione  e Gregoria Flora, la quale si sposerà col cugino Juan Carlos Belgrano-Martínez Albín, dalla quale ebbe discendenza fino ai giorni nostri.


Un altro figlio di Belgrano (non riconosciuto) fu  Pedro Pablo nato il 30.7.1813 da Maria Josefa Ezcurra,cognata del dittarore Manuel Rosas, il quale lo adotterà con il nome di Pedro Rosas y Belgrano. E' stato militare e nel 1851 ad Azul si sposa con Juana Rodríguez dalla quale ebbe 16 figli di cui sopravissero all'infanzia: Pedro, Dolores, Juana Manuela, Braulia, Melitona, María Josefa, Manuel, Juan Manuel, Francisco ed Emiliano. Morì a B.A. nel 1863.


Pedro Rosas y Belgrano
 Documenti degli archivi parrocchiali


Battesimo di Belgrano, cattedrale di B. A. libro 13 (1769-1775):

 "En 4 de junio de 1770, el señor doctor don Juan Baltasar Maciel canónigo magistral de esa santa iglesia Catedral, provisor y vicario general de este obispado, y abogado de las reales audiencias del Perú y Chile, bautizó, puso óleo y crisma a Manuel José Joaquín del Corazón de Jesús, que nació ayer 3 del corriente: es hijo legítimo de don Domingo Belgrano Pérez y de doña Josefa González: fue padrino D. Julián Gregorio de Espinosa".





Matrimonio di Domenico Belgrano e Maria Josefa Gonzalez,cattedrale di B.A. libro(1747-1796)





“A quatro de noviembre de mil setecientos Cincuenta y siete predeciendo informacion juridica y declaracion  provincial con licencia episcopal y nuestra el Don Joseph Gonzalez capellan de esta  hermandad de la Santa  Madre Yglesia a Don Domingo Belgrano natural de la ciudad de Onella en Italia, en el estado de Genova, perteneciente hoy al Rey de Cerdenia, hijo legitimo de Carlos Belgrano y de Maria Perez, con D. Maria Josepha Gonzales natural de esta ciudad de Buenos Aires, hija leg. De Juan Manuel Gonzalez, y de Ynez Casero; se hallaron de testigo, sin otros muchos, D. Joseph Molina secretario de este govierno y capitania general, y capitan de este Real Presidio y D. Gregoria de Balas, de esto doy fe...”

Il documento fa alcuni errori essendo Maria J. Gonzales di Santiago del Estero e non di Buenos Aires, mentre il cognome Perez in realtà è una trasformazione di Peri.





Prossimamente:
Antonio Luis Beruti con antenati a Finale Ligure
Juan Josè Castelli
Manuel Alberti
Juan Domingo Peron e i suoi antenati genovesi



















martedì 8 ottobre 2013

L'archivio parrocchiale di Pieve di Soligo

Nel duomo di Pieve di Soligo (TV) dedicato a S. Maria dell'Assunta, si trova un ottimo archivio dove iniziare le proprie ricerche genealogiche. Non ho visitato l'archivio di persona, ma grazie al lavoro di Raoul Bernardi posso dirvi quali sono i libri parrocchiali ivi conservati. Purtroppo negli anni 1980-1985 sono scomparsi sei registri parrocchiali, prestati a qualche ricercatore e mai restituiti alla parrocchia.



Battesimi:
Libro I      1570-1615
Libro II     1615-1650 (Volume perduto)
Libro III    1650-1691
Libro IV    1692-1732
Libro  V    1733-1772 (4838 atti)
Libro VI    1772-1823 (volume perduto)
Libro VII   1823-1838 (2538 atti)
Libro VIII  1838-1863 (1078 atti)
Libro IX    1863-1887 (2170 atti)
Libro  X    1888-1909
Libro XI    1910-1918
Libro XII   1919-1921
Libro XIII  1922-1927
Libro XIV  1928-1934
Libro XV   1935-1938


Indice dei battesimi: 1570-1800
                                     1801-1901
                                     1902-1994

 
Nati:
Libro I   1816-1826
Libro II  1826-1832
Libro III 1832-1839 (Volume perduto)
Libro IV 1839-1847
Libro V  1847-1856
Libro VI 1856-1868
Libro VII 1869-1871


Indice dei nati:    1843-1851
                              1851-1872


 Matrimoni:
Libro I     1600-1691
Libro II    1692-1760 (1560 atti)
Libro III   1754-1761 (88 atti)
Libro IV   1761-1860 (volume perduto)
Libro V    1861-1916
Libro VI   1919-1925
Libro VII   1926-1939
Libro VIII  1940-1948
Libro IX    1949-1955
Libro X     1956-1962
Libro XI    1962-1973
Libro XII   1974-1990

Matrimoni civili: 1815-1841 (515 atti)
                             1841-1859
                             1860-1876

Indice dei matrimoni civili: 1851-1872

Pubblicazione dei matrimoni: 1909-1917

Indice dei matrimoni: 1600-1960

                                 
Defunti:   1672-1735 (3618 atti)
                1735-1765 (2973 atti)
                1765-1818 (Volume perduto)
                1818-1841
                1841-1852 (Volume perduto)

Indice dei defunti: 1801-1960

Anagrafi in generale: ??

Cresime: 
Libro I      ????-1693
Libro II     1693-1874
Libro III   1879-1904



Articoli di giornale:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/05/25/news/scomparsi-i-registri-parrocchiali-1.5156010
 http://www.lazione.it/component/content/article/6-il-tema-della-settimana/9198-larchivio-di-pieve-di-soligo-in-un-click
 http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/08/12/news/un-libro-sulla-storia-dei-bernardi-1.1095683


Altre risorse onlineutili alla propria genealogia a Pieve:
 https://familysearch.org/search/image/index#uri=https%3A%2F%2Ffamilysearch.org%2Frecords%2Fwaypoint%2FM9QW-Y6B%3An1900242798%3Fcc%3D1947831
http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Treviso/Stato+civile+napoleonico/

Archivi che potrebbero aiutarvi nelle vostre ricerche:
Archivio di Stato di Treviso
Archivio Diocesano di Vittorio Veneto
Archivio Notarile di Treviso
Conservatoria dei Beni Immobiliari di Treviso

Probabilmente molto materiale del periodo austriaco è rimasto in Austria. Infatti non ho trovato traccia nell'Ads di Treviso dei militari e dei coscritti trevigiani del periodo 1815-1870.







giovedì 29 agosto 2013

La genealogia degli italiani illustri 1 Leonardo Da Vinci

Per molto tempo si è voluta collegare la genealogia, con lo studio delle famiglie ricche e nobili, trascurando che la grande maggioranza degli italiani non vanta ne blasoni illustri, ne re o marchesi nelle loro genealogie. Voglio iniziare questo primo capitolo di approfondimenti genealogici con una figura chiave del Rinascimento italiano, Leonardo Da Vinci, un toscano nato nel 1452 che vittima dei pregiudizi dovuti alla sua condizione di illegittimo si è potuto riscattare grazie alle arti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo fin da quando girava da corte a corte a dare i suoi servigi.



Por mucho tiempo se entendiò la genealogia como el estudio de las familias nobles y ricas, transcurando que la gran mayoria de italianos no tiene ni escudos eraldicos, ni reyes o marqueses en sus genealogias.
Quiero empezar este primer capitulo con una figura clave del Renacimiento italiano, Leonardo Da Vinci, un toscano nacido en 1452, que fue victima de prejuicios por su condicion de ilegitimo, y que gracias a las artes se pudo rescatar ofreciendo sus servicios de artista y de ingeniero a muchas cortes.


 L'annotazione del battesimo di Leonardo, scritta da suo nonno Antonio.
Notarile Antecosimiano 16912 - c 105v.  Archivio di Stato di Firenze


 15 aprile 1452: "1452 Nachue un mio nipote figliuolo di ser Piero mio figliuolo, a di 15 d'aprile in sabato a ore 3 di notte (attuali 22.30). Ebbe nome Lionardo, batezollo prete Piero di Bartolomeo da Vincci, in presenza di Papino di Nanni, Meo di Tonino, Pier di Malvolto, Nanni di Venzo, Arigo di Giovanni Tedesco, monna Lisa di Domenico di Brettone, monna Antonia di Giuliano, monna Niccolosa del Barna, monna Maria, figlia di Nanni di Venzo, monna Pippa di Previcone"

 
Nel registro non è indicato il luogo di nascita di Leonardo, che si ritiene comunemente essere la casa che la famiglia di ser Piero possedeva, insieme con un podere, ad Anchiano, dove la madre di Leonardo andrà ad abitare. Il battesimo avvenne nella vicina parrocchiale di Santa Croce, ma sia il padre sia la madre erano assenti, poiché non sposati. Per Piero si stavano preparando ben altre nozze, mentre per Caterina fu cercato, nel 1453, un marito che accettasse di buon grado la sua situazione "compromessa", trovando un contadino di Campo Zeppi, vicino Vinci, tale Piero del Vaccha da Vinci, detto l'Attaccabriga, forse anche mercenario come il fratello Andrea.



L'uomo vitruviano 1490ca.
La Gioconda 1503-1514